Settori Industriali 2020

Situazione Economica


La presente crisi presenta aspetti molto simili per impatto economico alla crisi del 2008 in quanto coinvolgerà quasi tutti i settori, avrà un impatto globale e si trascinerà a lungo termine con conseguenze ancora impreviste soprattutto dal punto di vista di consumer confidence in termini di domanda e riposizionamento della produttività livello mondiale in termini di offerta.

Sicuramente i multipli ai quali si sono abituate le borse sopratutto negli U.S.A. subiranno importanti correzioni. Dopo dieci anni di crescita ininterrotta, il Wilshire 5000, indice considerato come più valida rappresentazione dell’industria nel suo complesso, capitalizza $ 29,37 miliardi, circa il 136% del PIL degli USA al 31 dicembre 2019. Le elezioni americane sono alle porte ed il ciclo decisionale per i nuovi investimenti sarà rimandato in parte fino al nuovo anno; solo questi due fattori potrebbero bastare a determinare un rallentamento globale mentre la Federal Reserve Bank prevede un tasso di disoccupazione intorno al 15% negli USA entro fine anno 2020. E la situazione non sembra migliore in Europa dove si stenta ad avere una reazione condivisa dai diversi stati mentre spiccano le oggettive criticità degli stati più indebitati.

Tuttavia, diversi fondi d'investimento sembrano avere la liquità necessaria per crescere e supportare le aziende in portafoglio grazie alla congiuntura di liquidazione d'investimenti nel corso del 2019, a tassi d'interesse rimasti ai minimi livelli per un prolungato periodo di tempo e ad una sempre maggiore capacità delle società di Private Equity nell'allocare capitali garantendo elevati rendimenti.

In questo contesto macro-economico, il Private Equity si dovrà distinguere sempre più come veicolo alternativo ai mercati finaziari regolamentati. A seguito del lock-down dovuto al Coronavirus, la Galileo Business Consulting ha mappato tre importanti strategie d'investimento per i maggiori uffici di Private Equity a livello europeo:


Crescere per Acquisizione


La prima strategia è quella della crescita per acquisizione dei soggetti industriali in portafoglio. I fondi carichi di liquidità e ridotti orizzonti temporali per investirla dovranno agire anche nel 2020 e crescere per acquisizione gli investimenti attuati in passato si dimostrerà la soluzione preferenziale.


Ridurre il Rischio


La seconda strategia vedrà investimenti con maggiori capitali e multipli più alti del passato diretti verso quei settori non necessariamente toccati dalla crisi del Coronavirus. In particolare citiamo i settori della chimica, farmaceutica e cosmesi che già hanno attratto sempre maggiori investimenti negli anni passati grazie a maggiori utili di settore. Si aggiunga a tali settori tutta la filiera dell'alimentare, del lusso e dell'online che non hanno registrato un crollo di fatturato durante la fase di lock-down e soprattutto non vedranno lievitare il totale dell'esposizione debitoria a lungo termine. Questa strategia ha un'importante effetto di riposizionamento settoriale per ridurre gli effetti della crisi.

Alto Valore Aggiunto


La terza strategia si concentrerà in progetti di complessa strutturazione, ma con l'opportunità di realizzare un'elevato valore aggiunto a seguito di una corretta implementazione nel prossimo quinquennio. Tali situazioni comprendono casi di sovraindebitamento di soggetti con solide prospettive di rilancio industriale e sempre più anche importanti azioni di Carve-Out da parte di conglomerati interessati nello spin-off di attività non core al fine di investire per migliorare il proprio posizionamento competitivo durante il periodo di crisi.